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Slavi
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top
Gli mwfqslavi sono un ramo etno-linguistico dei mwfgpopoli indoeuropei: vivono principalmente in mwfwEuropa, dove costituiscono circa un terzo della popolazione. A partire dalla loro patria originaria (in mwgaEuropa orientale) nel mwgqVI secolo, si sono spostati anche verso l'mwggEuropa centrale e verso i mwgwBalcani. In seguito molti di loro si sono stabiliti nell'mwhaAsia settentrionale o sono migrati in altre parti del mondo.
I migranti slavi si univano alle popolazioni che già abitavano le terre in cui si stanziavano; per questo motivo i moderni popoli slavi mostrano pochi tratti genetici comuni. Un fattore unificante è invece il fatto di parlare tutti delle mwialingue slave, come pure un comune senso d'identità slava, intesa però in modo assai differente tra i vari popoli.
I popoli slavi sono tradizionalmente divisi lungo mwiglinee linguistiche in mwiwslavi occidentali (che comprendono i mwjacechi, gli mwjqslovacchi, i mwjgpolacchi, i mwjwcasciubi e i mwkasorbi), mwkqslavi orientali (che comprendono i mwkgrussi, i mwkwbielorussi, gli mwlaucraini e i mwlqruteni) e mwlgslavi meridionali (tra cui i mwlwserbi, i mwmabulgari, i mwmqcroati, i mwmgmacedoni, i mwmwmontenegrini, i mwnabosniaci e gli mwnqsloveni).
Contents
• Storia
• Società
• Economia
• Lingua
• Note
• Libri
• Riviste
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Origine del termine "Slavi"
Sono state fatte diverse ipotesi sulle origini del nome "slavi" (in mwoqlatino mwogSclaveni, in mwowantico slavo ecclesiastico mwpaSlověne, termine attestato dalle prime fonti scritte slave, risalenti al mwpqIX secolo):
• una tipica etimologia mwqaromantica faceva derivare il nome dalla parola mwqqslava, che significa 'gloria'; pertanto "slavi" significherebbe "popoli famosi, gloriosi", perché in tempi antichi le tribù slave erano composte da grandi guerrieri la cui fama passava di tribù in tribù. Questa ipotesi è oggi scartata per motivi mwqglinguistici.cite-ref-1[1]
• altri ipotizzano che il nome derivi da mwsaslovo, che significa 'parola' (da porre in contrasto con il mwsqprotoslavo mwsg*němjcj, 'muto', il termine con cui gli slavi indicavano i loro vicini mwswGermani perché non capivano ciò che dicevano; ancora oggi in mwtarusso немец significa 'tedesco'); quindi gli "slavi" sarebbero "popoli che parlano la stessa lingua", "popoli che si capiscono".
• all'opposto dell'ipotesi precedente, qualcuno pone in rapporto il nome degli slavi con la parola mwtgproto-germanica mwtw*slawõz, che significa 'tacere', e quindi essi sarebbero "i tacenti".
• qualcuno ipotizza che l'mwuqantroponimo russo mwugSlav significhi 'saggio', 'pio', 'devoto', e da qui derivi il nome di tutto il popolo, che perciò significherebbe "i devoti agli dèi, o al Dio, di una comune religione slava". Questa ipotesi etimologica è oggi popolare tra chi rivendica l'unitarietà dell'mwuworiginaria religione slava.
• altri mwvqslavisti, tra i quali mwvgMax Vasmer, avanzano quella che oggi è considerata l'ipotesi più valida: essa ci riporta all'mwvwindoeuropeo mwwa*kleu, 'bagnare', che avrebbe dato il proto-slavo mwwq*slu (il passaggio dalla mwwgvelare alla mwwwsibilante dopo la mwxaliquida è normale nelle "mwxqlingue satem"). La radice indoeuropea rimanderebbe a "qualcosa che scorre". Ancora oggi in mwxwUcraina scorre il fiume Sluč: gli Slavi potrebbero portare nel proprio nome la loro provenienza dalla regione di questo fiume.
Collegata con il nome degli slavi è anche l'etimologia della parola italiana "mwygschiavo":cite-ref-2[2] in mwzwlatino medievale, il vocabolo mwaasclavus derivava proprio da "slavo". Con il termine mwaqgreco bizantino Σχλαυηνοί gli storici dell'mwagimpero romano d'Oriente del mwawsecolo VI designavano gli Slavi che, varcato il mwbaDanubio, iniziavano a infiltrarsi nella mwbqpenisola balcanica.cite-ref-3[3] Il termine greco passò poi al latino mwcgSclaveni; come e perché, accanto a queste forme, siano poi sorte quelle brevi Σχλάβοι e mwcwSclavi non è ben chiaro. Assai rapidamente e in tutti i Paesi europei l'etnonimo si mutò in sinonimo di "popolo asservito". Passato così a indicare uno status giuridico, in sostituzione dei mwdaclassici mwdqmancipium e mwdgservus, il medievale mwdwsclavus è all'origine della parola che indica lo "schiavo" in quasi tutte le lingue europee. Con un processo simile, d'altronde, le mwealingue finniche utilizzano con il significato di 'schiavo' la parola mweqorja, che potrebbe derivare dal nome dei loro antichi nemici "mwegariani".
Storia
La patria d'origine degli Slavi
In tale periodo e soprattutto nei secoli precedenti sono assenti fonti scritte e pochissimi reperti archeologici testimoniano delle vicende degli slavi prima dell'inizio di questa migrazione. Ci dobbiamo affidare perciò alla mwkalinguistica storica, tenendo presente che le conclusioni che si possono raggiungere sono molto relative.
• Due termini mwkwprotoslavi, mwla*ostrovu e mwlq*otoku, significavano 'isola'. Per l'origine di queste parole, tuttavia, l'isola è intesa come "isola fluviale", un pezzo di terra intorno alla quale "scorre" dell'acqua (in mwlgrusso moderno остров significa ancora oggi 'isola', ma il verbo течь significa 'scorrere'). Per questo motivo si suppone che il popolo slavo originario non conoscesse il mare (d'altra parte, tutti i termini relativi al mondo della navigazione presenti nelle lingue slave odierne non sono di origine slava, bensì derivano per lo più dalla mwlwlingua greca, a partire proprio dalla parola russa корабль, 'nave', che deriva dal greco χαράβιον).
• Un'altra parola protoslava, mwmq*buk, 'mwmgfaggio', deriva dal mwmwprotogermanico mwna*bõkõ: quasi con certezza, la zona di provenienza di questi Slavi era una zona in cui non crescevano faggi.
Esiste, però, un elemento che complica ulteriormente le cose e crea problemi tuttora non risolti: la cosiddetta mwngciviltà lusaziana (mwnw1400-mwoa500 a.C.). Secondo alcuni studiosi, è una manifestazione della cultura mwoqgermanica, ma secondo storici polacchi e cechi è già manifestazione culturale slava. Questa civiltà si diffuse fino all'mwogElba: se fosse stata una civiltà originaria slava, dovremmo ipotizzare che gli Slavi si siano rivelati presenti in quella zona mille anni prima del VI secolo d.C. L'ipotesi che la civiltà lusaziana testimoni una presenza di slavi così presto e così ad occidente è tuttavia molto debole. Nessun toponimo antico nella zona sembra avere origini slave (non è affatto dimostrato che il nome della città di mwowKalisz derivi dal protoslavo mwpa*kalu, 'fango'), e non troviamo parole di origine mwpqceltica nelle lingue slave, mentre sarebbe stato inevitabile se i lusaziani fossero venuti in contatto con popolazioni celtiche.
L'ipotesi più diffusa è che in questa zona che abbiamo considerato all'inizio, tra mwpwPolonia, mwqaUcraina e mwqqBielorussia, siano comparse le popolazioni protoslave verso il VI secolo d.C., che forse provenivano dagli mwqgUrali.
Le migrazioni del VII secolo d.C.
A partire dall'inizio del mwrqVII secolo gli slavi incominciarono un collettivo movimento migratorio.
• Verso occidente gli Slavi occuparono i territori dell'mwtqEuropa centrale lasciati in parte vuoti dai mwtgGermani, che si erano spostati all'interno di quello che era l'mwtwImpero romano. Evitando la mwuapianura Pannonica, brulicante di mwuqAvari, attraverso la mwugPolonia giunsero fino alla mwuwPomerania a nord — a sud riuscirono invece a spingersi fino alla Carniola, dove entrarono spesso in conflitto con i Longobardi.
«
Ratchis
denique aput Foroiuli dux, ut dixeramus, effectus, in
Carniolam
Sclavorum patriam cum suis ingressus, magnam multitudinem Sclavorum interficiens, eorum omnia devastavit.»
(Paulus Diaconus, Historia Langobardorum, Liber VI cite-ref-6[6])
Nell'mwwg805 mwwwCarlo Magno fissò il cosiddetto mwxamwxqLimes Sorabicus lungo i fiumi mwxgElba, mwxwSaale e mwyaDanubio. A partire dall'mwyq808 venne fissato anche il mwygmwywLimes Saxoniae tra il mwzagolfo di Kiel e la città di mwzqLauenburg, per cercare di mettere un argine al dilagare degli Slavi. Questi due confini, in effetti, segnano la fine dell'avanzata degli Slavi verso occidente, dopo che essi si furono stabiliti in Pomerania, mwzgSlesia, mwzwBoemia, mw0aMoravia, mw0qSlovacchia e nei mw0gCarpazi Occidentali. Non avendo a disposizione fonti scritte per questo periodo, dobbiamo rifarci alla mw0wlinguistica e soprattutto alla mw1atoponomastica: - mw1qBerlin deriva dal mw1gprotoslavo mw1w*běrlu, 'palo';
• Verso sud, gli slavi scesero lungo la mw3gpenisola balcanica: attraverso la "mw3wPorta Morava", scesero verso il mw4aDanubio, che attraversarono a mw4qVindobona; attraversando la mw4gSerbia giunsero fino in mw4wDobrugia e nel mw5aPindo, sovrapponendosi alle popolazioni preesistenti quali mw5qIlliri, mw5gDaci e mw5wTraci, oppure mescolandosi a loro come con i mw6aBulgari, ed alla fine si arrestarono davanti alle mura di mw6qCostantinopoli, sicché dovettero sedentarizzarsi. La politica mw6gbizantina del VII-mw6wVIII secolo (Costantinopoli era impegnata prima contro i mw7aPersiani, poi contro gli mw7qArabi) non riuscì a dirottare gli slavi, come faceva di solito con le altre popolazioni migranti, verso occidente; perciò gli Slavi vennero accolti con uno statuto simile a quello dei mw7gmw7wfoederati mw8aromani, per difendere le terre dai mw8qpopoli delle steppe, soprattutto mw8gAvari e mw8wPeceneghi. Soprattutto serbi e bulgari verranno molto influenzati dalla mw9aciviltà bizantina (in ambito politico, con il tipico mw9qcesaropapismo bizantino, ma anche letterario ed artistico).
• Verso oriente, gli slavi non trovarono ostacoli o confini: immense terre ricoperte di mw9wtaiga o di mw-asteppa, grandi fiumi come il mw-qDon, la mw-gVolga o l'mw-wOkà, paludi, zone pianeggianti abitate da popoli delle steppe come i mw-aCumani, i mw-qPeceneghi, i mw-gKhazari e i mw-wBulgari della Volga: con questi popoli gli slavi furono sempre in guerra (tranne che con i Khazari).
• Verso nord, gli slavi non incontrarono opposizioni di altri popoli: si spostarono così verso il mwaqemar Baltico, verso i laghi mwaqiLadoga e mwaqmOnega, la mwaqqDvina Settentrionale e il mwaqumar Bianco. Incontrarono mwaqypopolazioni baltiche come i mwaqcLituani, i mwaqgLettoni, gli Jatvjaghi e i mwaqoPrussiani, e mwaqspopolazioni ugriche come gli mwaqwOstiachi e i mwaq0Voguli, e mwaq4popolazioni finniche come i mwaq8Finlandesi, gli mwaraEstoni, i mwareLapponi, i mwariMordvini, i Meri, i Vopsi, i Voti e i mwaryCareli.
Gli slavi poterono dunque migrare con maggiore facilità soprattutto verso est e verso nord.
Durante l'mwarkAlto Medioevo, piccoli gruppi di slavi aggregati ai mwaroLongobardi si insediarono anche nell'mwarsItalia settentrionale, in particolare in mwarwFriuli, mwar0Veneto, mwar4Lombardia e mwar8Piemonte. Secondo il cronista mwasaPaolo Diacono, i Longobardi impiegarono ausiliari slavi durante alcune operazioni militari, come per l'assedio di mwaseCremona del 603, e alle porte della loro capitale, mwasiPavia, è documentato un grande porto sul mwasmTicino, dotato di castello, denominato Sclavariacite-ref-7[7].
Tra Slavi occidentali e Slavi orientali ci sono sempre stati scambi linguistici e culturali. mwasoAustria, mwassUngheria e mwaswRomania, paesi non slavi, dividono la Slavia settentrionale (occidentale ed orientale) dalla Slavia meridionale. Tra Slavia settentrionale e Slavia meridionale i contatti furono a grandi linee impediti, soprattutto dalle scorrerie (prima) e dallo stanziamento (poi) dei mwas0Magiari.cite-ref-8[8] Ma agli inizi del mwatiXV secolo molti intellettuali slavo-meridionali (soprattutto monaci serbi), in fuga davanti agli mwatmOttomani, ripararono a mwatqMosca, creando così un forte legame e un fecondo scambio.
Archeogenetica
Recenti mwatcipotesi genetiche sul popolamento dell'Europa, in via di elaborazione, propongono una teoria almeno in parte alternativa sull'origine degli slavi. Osservando la frequente ricorrenza di un determinato mwatgaplogruppo del cromosoma Y, l'mwatkaplogruppo R1a, tra gli eredi storici degli slavi, e constatandone la particolare frequenza in mwatoPomerania, tale ipotesi individua nell'area compresa tra le attuali mwatsGermania e mwatwPolonia la mwat0culla ancestrale della lingua e della cultura slava, che da lì si sarebbe irradiata verso sud e verso est.
Una vaga reminiscenza di questa origine autoctona potrebbe essere presente nella leggenda di mwaueLech, Čech e Rus, che narra in varie forme la storia di tre fratelli che in seguito si divisero generando le nazioni polacca, ceca e russa.
Società
La mwauysocietà degli slavi era di tipo tribale e lo rimase per molto tempo. Ogni mwauctribù aveva un proprio territorio, i campi erano posseduti in comune e la mwaugproprietà privata era molto limitata.
Agli inizi, la vita sociale era basata sul concetto di mwauo*rod ('schiatta', 'stirpe'), una stretta parentela di sangue. Successivamente però, la famiglia tese lentamente a ingrandirsi in modo graduale, in primo luogo per via di matrimoni, e in seconda istanza, cominciarono ad essere considerati membri della famiglia anche quelli che vi erano entrati come forza lavoro. Si passava pertanto da una famiglia basata sulla parentela alla comunità locale: presero vita così i primi villaggi e poi, quando mercanti e artigiani si spostarono nei centri più grandi e fortunati, nacquero le prime città, prima protette da palizzate di legno, poi da mura di pietra.
Le istituzioni erano strettamente legate al commercio, la legislazione era orale e consuetudinaria (per avere una legislazione scritta, la mwauwmwau0Russkaja Pravda, si dovette aspettare il regno di mwau4Jaroslav il Saggio (1019-1054). Il sistema giudiziario rifletteva chiaramente gli usi e le necessità di una società di commercianti. Il principe (mwau8knjaz') era semplicemente considerato un mwavamwaveprimus inter pares: era il guerriero più valoroso, riconosciuto ed eletto capo, proprio come nel mondo mwavigermanico. Successivamente i principi avrebbero cercato di rendere la loro carica ereditaria. Compiti del principe erano quelli di favorire il commercio e combattere contro i nemici: al principe spettava soprattutto il compito di fornire ed organizzare le scorte armate per proteggere i commercianti. Queste scorte armate sarebbero diventate in breve l'esercito principale del principe (mwavmmwavqdružina, analoga alla mwavumwavytrustis germanica), in simbiosi con il principe stesso. Il principe, inizialmente non nobile, tenderà poi a diventarlo e a estendere la propria nobiltà al suo esercito (nella mwavcdružina si trovano dunque le origini del ceto dei mwavgboiari). I boiari avrebbero poi costituito nel tempo la classe dei grandi proprietari terrieri, dotandosi ciascuno di una propria personale mwavkdružina,facendo crescere inevitabilmente la conflittualità tra principe e boiari.
Economia
Gli slavi erano degli abilissimi mwavwagricoltori, che coltivavano i propri appezzamenti di terra con il lavoro di famiglia e sfruttavano ampiamente le foreste e le mwav0risorse naturali dei territori da loro abitati.
In epoca storica, gli slavi non erano mwav8popoli nomadi: solo quando il suolo era esaurito cercavano altre sedi.
Essi si stanziavano soprattutto lungo i fiumi perché
• erano facilitati gli spostamenti,
• era più facile difendersi (palizzate di legno sul lato-terra di un insediamento e possibilità di fuga sul lato-fiume),
• il fiume forniva pesce per la sussistenza.
Il commercio avveniva attraverso il baratto: successivamente cominciarono a essere usate pelli come mwaxcmoneta, infine venne introdotta la moneta metallica.
Religione
La religione degli antichi Slavi
Non è possibile ricostruire con precisione il mwazapantheon slavo originario. Le fonti scritte (sia documentarie, sia narrative) sono tutte successive alla conversione degli slavi al mwazicristianesimo: furono redatte da mwazmmonaci (praticamente la totalità per il periodo delle mwazqRus' di Kiev e circa tre quarti per il periodo della mwazuMoscovia), e questi autori eliminavano sistematicamente ogni richiamo al mwazypaganesimo precedente.
Le mwazgCronache russe contengono delle sezioni narrative (mwazkskazanja) che si richiamano al periodo anteriore alla conversione degli slavi, ma questi racconti sono stati tutti recensiti e adattati dai monaci autori delle cronache. Un caso differente è quello delle mwazsmwazwbyliny, racconti mwaz0epici in versi, tramandati oralmente: qui si trovano molte più informazioni sulla religione degli slavi, anche se è difficile collocare cronologicamente con precisione le informazioni che ci giungono da fonti orali.
Un accenno ad una divinità slava nella mwaz8Cronaca degli anni passati si trova in una formula di giuramento con la quale si concludevano sempre i trattati commerciali tra i mercanti russi e quelli mwaaagreci:
«Noi
Russi
giuriamo di rispettare quanto è stato stabilito, altrimenti l'ira di
Perun
incomberà su di noi»
Confrontando varie mwaambyliny e anche alcune mwaaqskazanje possiamo affermare che:
• Perun era il dio della folgore,
• era rappresentato da un tronco d'albero (indizio di un influsso dello mwaagsciamanesimo, che potrebbe essere giunto agli Slavi dai mwaakFinni, di ceppo mwaaouralico), con una testa d'argento e baffi d'oro,
• sembra essere stato adorato quasi esclusivamente nella mwaawRus' di Kiev.
Resta da risolvere, però, il problema di quale rapporto ci sia tra Perun e mwaa4Thor, il dio mwaa8germanico della folgore (nella Rus' erano presenti i mwabaVariaghi), e mwabePerkūnas, divinità mwabibaltica raffigurata proprio come Perun. In definitiva, non è ancora chiaro se Perun fosse una divinità propria del mondo slavo, o presa "in prestito" dal mondo germanico o da quello baltico (è nelle mwabmlingue baltiche che il nome di Perkūnas è ricollegabile al "tuono": ancora oggi in mwabqlettone mwabuperkůns significa 'tuono', mentre parole analoghe in mwabyucraino o in mwabcpolacco potrebbero essere entrate in tempi posteriori). Tra l'altro, non è escluso che il nome del dio Thor si trovasse scritto su qualche fonte in mwabgcaratteri runici, e gli autori delle cronache slave possano aver confuso nella traslitterazione una mwabkÞ con una mwaboP.
Da altre fonti emergono i nomi di altre divinità:
• Dažbog, dio del sole,
• mwacaSvarog, dio del fuoco,
• mwaciVolos, dio del bestiame,
• mwacoSvetovit, dio della guerra e del raccolto
La cristianizzazione degli slavi
A partire dal mwadyVIII secolo i monaci benedettini missionari irlandesi o di scuola irlandese operarono a partire dalla mwadcCarantania verso la mwadgCarniola, mwadkCroazia, mwadoDalmazia, mwadsBosnia e mwadwMontenegro (per un breve periodo), verso la mwad0Boemia cristianizzando, mwad4Cechi, mwad8Boemi, mwaeaMoravi, mwaeeSlovacchi, mwaeiSloveni, mwaemAvari e mwaeqRumeni; dalla Boemia il cristianesimo si diffuse fino ai mwaeuPolacchi.
Nel mwae8IX secolo i mwafamonaci mwafebizantini mwafiCirillo e Metodio cristianizzarono molte mwafmtribù slave meridionali di mwafqSerbia, mwafuMacedonia, mwafyBulgaria e di Montenegro. Per far comprendere la mwafcSacre Scritture e la mwafgliturgia cristiana a questi popoli, essi inventarono un nuovo alfabeto, il cosiddetto mwafkalfabeto glagolitico.
La mwafslingua paleoslava è scritta con due alfabeti:
• l'mwaf4alfabeto glagolitico,
• l'mwagaalfabeto cirillico.
«Se furono gli Slavi nel secolo VI ad abbattere il ponte che collegava l'Oriente e l'Occidente cristiani, si può dire che dai secoli IX e X in poi il loro compito storico sarebbe stato quello di ricostruirlo. Li attendeva il destino difficile dei popoli cerniera, la prospettiva di partecipare, secondo le epoche e le circostanze, a riavvicinamenti e osmosi parziali o viceversa a separazioni e incomprensioni fra l'Oriente
ortodosso
e l'Occidente
cattolico
, fra due modi di concepire il mondo e le sue strutture, leggi e finalità, e il ruolo che l'uomo viene chiamato a svolgervi volontariamente o suo malgrado.»
(Francis Conte, Gli Slavi, p. 37.)
Lingua
L'antenata di tutte le mwagklingue slave nacque in un'epoca incerta dalla mwagolingua proto-indoeuropea (probabilmente dopo essere passata attraverso uno stadio proto-balto-slavo). Secondo la tesi più diffusa gli indoeuropei che rimasero dopo le migrazioni iniziarono ad utilizzare la lingua balto-slava. L'effettivo proto-slavo, definito come ultimo stadio della lingua che precede la divisione delle mwag0lingue slave storiche, risale al mwag4VII secolo, ed era probabilmente parlato durante il mwag8V e mwahaVI secolo.
Il gruppo delle lingue slave appartiene alle cosiddette mwahimwahmlingue satem, o mwahqisoglossa orientale della famiglia delle lingue indoeuropee, insieme ai gruppi baltici e indo-iraniani. Questo avviene in contrasto alla divisione occidentale (mwahumwahylingue centum), che include il germanico, l'italico, il celtico e le lingue elleniche.
Dubbi sull'origine autoctona dell'idioma
L'origine dei parlanti del pre-protoslavo e del protoslavo è oggetto di grandi dibattiti.cite-ref-urheimat-5-1[5] A partire dal mwah0XIX secolo la questione assunse una valenza politica, particolarmente in relazione alla storia delle divisioni polacche, e all'imperialismo tedesco conosciuto come mwah4mwah8Drang nach Osten: in sostanza, sia i tedeschi sia gli slavi volevano essere gli autoctoni della terra lungo il fiume mwaiaVistola.
• la teoria mwaicalloctona sostiene che gli slavi sono immigrati nell'area della moderna Polonia dopo il VI secolo.
Il dibattito venne sfruttato a scopo di mwaikpropaganda politica e ha spesso assunto toni emotivi e intrisi di proto-archeologia e misticismo nazionalista.
Nel corso degli anni sono state avanzate alcune ipotesi per riconoscere tracce archeologiche di popolazioni slave anteriori al VI secolo d.C., quando gli slavi sono chiaramente riconoscibili nella zona paludosa che comprende le attuali mwaisBielorussia, mwaiwPolonia e mwai0Ucraina:
1. Ipotesi della cultura lusaziana: I pre-mwajaprotoslavi erano presenti nel nord-est dell'mwajeEuropa centrale almeno dalla fine del secondo millennio a.C., ed erano i portatori della mwajicultura lusaziana e più tardi della mwajmcultura di Przeworsk (parte della mwajqcultura di Černjachov).
2. Ipotesi della cultura di Milograd: I pre-protoslavi (o baltoslavi) erano i portatori della mwajycultura di Milograd.
3. Ipotesi della cultura Černoles: I pre-protoslavi erano i portatori della mwajgcultura di Černoles, dell'Ucraina settentrionale.
Religione e alfabeto degli Slavi moderni
Oggi gli stati di lingua slava sono: mwajsBielorussia, mwajwBosnia ed Erzegovina, mwaj0Bulgaria, mwaj4Repubblica Ceca, mwaj8Croazia, mwakaMacedonia del Nord, mwakeMontenegro, mwakiPolonia, mwakmFederazione Russa, mwakqSerbia, mwakuSlovacchia, mwakySlovenia e mwakcUcraina.
Gli slavi adottarono gradualmente il mwakkcristianesimo tra il mwakoVI e il mwaksX secolo, e conseguentemente fu soppressa l'antica religione slava. Le due principali divisioni cristiane negli slavi sono gli mwakwortodossi e i mwak0cattolici, cui si affiancano minoranze di religione mwak4protestante e mwak8islamica. In molti gruppi etnici slavi la grande maggioranza dei credenti condivide la stessa religione, sebbene molti siano mwalaatei o mwaleagnostici; in quest'ultimo caso le persone possono tuttora identificarsi con una particolare religione in senso culturale e storico.
1. Coloro che sono in maggioranza ortodossi:
• Russi
• Ucraini
• Serbi
• Ruteni
• Bulgari
• Macedoni
2. Coloro che sono in maggioranza cattolici:
• Polacchi
• Slesiani
• Casciubi
• Cechi
• Moravi
• Sloveni
• Croati
3. Coloro che sono in maggioranza musulmani:
• Gorani
• Pomacchi (Bulgari musulmani)
• Torbesh (Macedoni musulmani)
4. Mescolanza di religioni:
• Sorbi (cattolici/protestanti)
Le divisioni tra mwalqortodossi e mwalucattolici si acuirono per l'uso dell'mwalyalfabeto cirillico dagli ortodossi e i greci cattolici e dell'mwalcalfabeto latino da parte dei cattolici romani. La mwalglingua serba, la mwalklingua bosniaca e la lingua montenegrina possono essere scritte sia in alfabeto cirillico che latino. Tra i paesi a maggioranza di popolazione slava il cattolicesimo risulta la principale religione in Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Croazia. Le chiese ortodosse sono invece affermate in Bielorussia, Ucraina, Serbia, Bulgaria e Macedonia del Nord. In Bosnia ed Erzegovina le principali religioni sono la religione islamica, la religione ortodossa e la religione cattolica, professate rispettivamente dalle singole comunità etniche bosgnacca, serba o croata, che compongono il popolo della Bosnia-Erzegovina. In Macedonia le principali religioni sono la religione ortodossa e la religione islamica, professate rispettivamente dalle singole due comunità etniche che compongono il popolo della Macedonia del Nord, ossia quella macedone e quella albanese. In Russia la religione più diffusa risulta quella ortodossa, dichiarata da circa il 41mwalo % della popolazione.
Note
cite-note-11. ↑ mwameGiorgio Pasini, mwamiNote di storia dell'Europa orientale nel Medioevo, Milano, Centro ambrosiano, 2001, p.mwamm 11, mwamqISBNmwamu 88-8025-288-7. mwamg«La derivazione patriottica, sorta in epoca romantica, è da scartare, sia perché è il frutto puerile da contrapporre all'etimo latino medievale mwamkSclaveni, dal quale deriverebbe successivamente la parola mwamoschiavo, sia per il fatto che la mwams-a- di mwamwSlavi non deriva da alcuna vocale indoeuropea»
cite-note-44. ↑ mwanwmwan0Ancient DNA connects large-scale migration with the spread of Slavs
cite-note-urheimat-55. ↑ mwaommwaoqmwaouCopia archiviata (mwaoymwaocPDF), su mwaogmaldura.unipd.it. mwaokURL consultato il 22 agosto 2010 mwaoo(archiviato dall'mwaosurl originale il 27 marzo 2015).
cite-note-66. ↑ mwao8mwapala.wikisource.org, mwapehttps://la.wikisource.org/wiki/Historia_Langobardorum/Liber_VImwapi Titolo mancante per url mwapmurl (aiuto).
cite-note-77. ↑ mwapk(mwapomwapsEN) Fabio Romanoni, mwapwmwap0Note sul porto di Sclavaria di Pavia, in "Bollettino della Società Pavese di Storia Patria", CIV (2004). mwap4URL consultato il 1º marzo 2019.
cite-note-88. ↑ Nel mwaqiXIX secolo, all'epoche delle mwaqmutopie panslaviste, si cominciò a guardare all'invasione e al definitivo insediamento dei Magiari nella mwaqqPianura Pannonica come ad uno degli avvenimenti più tragici della storia slava: il mondo slavo non avrebbe mai ricevuto un colpo più fatale nel corso della sua esistenza. In quel mondo slavo che, secondo i panslavisti come mwaquFrantišek Palacký, costituiva un'entità omogenea dallo mwaqyHolstein fino al mwaqcPeloponneso, i Magiari avevano aperto un solco che avrebbe distrutto ogni idea di unità.
cite-note-91. mwaqsDavide Stolli, mwaqwmwaq0Gli Staroverci del Carso: il culto perduto dei nostri antenati, su mwaq4bora.la, 22 febbraio 2017.
cite-note-1010. ↑ La parola mwari*bogu, 'dio', deriva dall'mwarmindoeuropeo mwarq*bhaγos, che indicava i beni, la fortuna, la felicità: le cose che abitualmente si chiedono alla divinità.
Bibliografia
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Libri
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• H. Kohn (a cura di), mwatiStoria degli slavi. Dall'antichità alla seconda guerra mondiale, Bologna, Odoya, 2018, ISBN 978-8862884587
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Riviste
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Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itSlavi, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
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• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Slavi, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.
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• mwauuMitologia Slava, su bifrost.it.